giovedì 12 novembre 2015

L'angolo della poesia - "Filastrocca dei mutamenti" di Bruno Tognolini ed il progetto "Nati per leggere"


Qualche giorno fa mi è venuta in mente questa nuova rubrica - L'angolo della poesia - che non sarà mai un lavoro di critica perché non ne ho le competenze, non sono neanche una persona che ne legge spesso e che ne conosce a pacchi... ogni tanto m'imbatto o vado alla ricerca di qualcosa che sia in grado di definire quello che sto vivendo, come scattare una foto, lo scatto perfetto, del proprio paesaggio interiore e degli avvenimenti che lo animano.
Parafrasando una celebre battuta di un altrettanto celebre film di Verdone ("Bianco rosso e Verdone", il camionista che fa la puntura alla nonna, dai che ve lo ricordate), la poesia "po esse fero e po esse piuma".
E' qualcosa che sa raccogliere e portare con se' un intero carico di esistenza.


FILASTROCCA DEI MUTAMENTI

<< Aiuto, sto cambiando! >> disse il ghiaccio
<< Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolio!
Ci sono gocce, non ci sono io !>>
Ma il sole disse  << Calma i tuoi pensieri
Il mondo cambia, sotto i raggi miei
Tu tieniti ben stretto a ciò che eri 
E lasciati andare a ciò che sei >>
Quel ghiaccio diventò un fiume d'argento
Non ebbe più paura di cambiare
E un giorno disse << Il sale che io sento
Mi dice che sto diventando mare
E mare sia. Perché ho capito, adesso
non cambio in qualcos'altro, ma in me stesso >>

Bruno Tognolini



Di recente ho scoperto questa bellissima filastrocca del bravissimo Bruno Tognolini, poeta, scrittore ed autore dei programmi "L'albero azzurro" e "La Melevisione" .
Io adoro la letteratura per bambini e ragazzi, non è un genere minore o "più facile", anzi, richiede una profonda sensibilità, vuol dire essere un traduttore, un medium, tra le verità del mondo degli adulti e la purezza del mondo dei bambini. Tanti di noi dimenticano quel mondo, o se ancora se ne ricordano tentano disperatamente di rientrarci e da qui probabilmente partono tutti i nostri problemi più profondi e radicati (senza scomodare il pansessualismo freudiano, eh).


Tra le tante filastrocche composte Tognolini ha scritto anche la poesia del progetto nazionale "Nati per leggere": probabilmente vi sarà capitato di vedere il poster nello studio del pediatra o nella vostra biblioteca preferita. "Nati per leggere" ha come obiettivo quello di promuovere la lettura fin dalla più tenera infanzia, lettura come crescita, lettura come cura. Qualche anno fa ho fatto parte di un'associazione della mia città che aderiva al progetto, e quello che facevamo era leggere ai bambini in biblioteca ed in ospedale ed è stata davvero una delle esperienze più belle di sempre. Sei lì che leggi ed osservi quei visini dalle espressioni rapite, felici... bocche spalancate e occhietti che brillano, che non vedono te che leggi ma il mondo che gli stai narrando... davvero non ha prezzo, sono bellissimi! Io lo feci come progetto di volontariato per la scuola, quindi seguì proprio un corso su come leggere ad alta voce e tutti i benefici che comporta. Mi piacque tanto che alla fine ci feci anche la tesina di maturità ed è tutt'oggi una delle cose di cui vado più orgogliosa (non che fosse un capolavoro ma uscì bene e soprattutto ci misi tutto il mio cuore.). Ho continuato per un altro anno poi per diversi motivi ho dovuto lasciare, purtroppo, vorrei poter riprendere prima o poi.

Leggere ad alta voce è una delle cure parentali più potenti ed importanti che un genitore possa dare al proprio bambino. Non importa se non siete dei Vittorio Gasman o dei Carmelo Bene, credetemi, la voce del genitore sarà sempre la più bella del mondo, la più rilassante, la più consolante. Non smettete di leggere ai vostri bambini perché "ormai sono grandi" o "dai, ormai sei grande, addormentati senza la storia!" perché ne hanno sicuramente ancora tanto bisogno. Immagino che dopo una lunga giornata di lavoro non sia certo facile mettersi lì a leggere la storia.. ma loro (e voi) ricorderete quei momenti per sempre. E sono pronta a scommettere che starete piantando un bel semino dell'amore per la lettura.


FILASTROCCA DEI NATI PER LEGGERE

Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima.


Ritornando alla filastrocca dei mutamenti l'ho conosciuta grazie ad una delle mie booktuber preferite, Luisaa85, che di recente ha cominciato una serie di video in cui parla del suo percorso prima e dopo la sleeve gastrectomy. Nutro grande rispetto per chi ha la forza e il coraggio di affrontare percorsi così difficili, sono storie che mi commuovono e mi spronano ad impegnarmi di più per quanto riguarda la mia crescita personale.

Ognuno di noi ha delle sfide da superare, demoni interiori con cui imparare a convivere e poi da imparare a gestire, angoli da smussare, non colpe da perdonarci, banalmente accettare la vita per quello che è ma senza - la grande sfida - sederci, amareggiarci, diventare degli inetti.
La vita è 'na faticaccia e chiede di essere lavorata, è misteriosa, non è né buona né cattiva, è il risultato di tanti sentieri che s'incrociano, di tanti fattori che in parte è possibile controllare e in parte no e non puoi farci niente, se non imparare a gestirlo.

Questa poesia rappresenta davvero come mi sento in questo momento della mia vita, un percorso che ho cominciato ormai da qualche anno. Ad essere sincera io ancora non lo sento il mare... ma sto lavorando affinché un giorno possa sentirlo scorrere e che sia pronta a lasciarmi andare, a navigarlo.


Tralasciando un attimo il nostro poeta del giorno, vorrei spendere qualche parola su due citazioni che mi stanno accompagnando in questo periodo e che mi stanno aiutando:

"Learn to be what you are 
and learn to resign with good grace all that you are not(Henry Frederick Emile)

 "Life begins at the end of your comfort zone" (Neal Donald Walsch)

Queste due frasi mi aiutano a non dimenticare che quello che sto cercando di fare non è cercare di cambiare la mia natura ma di non inseguire delle idealizzazioni che a guardarle bene in faccia non sono né veramente belle né tantomeno buone.
I miei confini, i confini della mia zona di comfort in cui mi rifugio dal mondo, dalle sfide, dai sogni, sono morbidi, sono flessibili, ed io posso fare molto ma molto di più di quello che le mie paure irrazionali mi gridano nella testa ogni giorno. Che la felicità posso costruirla, lentamente, con fatica ma con soddisfazione. Che non potrò essere felice domani se non mi impegno oggi a prendermi cura di me stessa, a costruire della basi solide, sane.

Insomma, alla fine 'sto post a dispetto della filastrocca è diventato tutto meno che leggero, ma anch'io sono diventata l'ennesimo "grande" pieno di contraddizioni.
Allora vi lascio con un immagine motivazionale, spero possa tornarvi in mente ogni volta che vi viene voglia di mollare, ogni volta che cadete e vi sembra che tutto il lavoro fatto sia andato perso: se capitate sulla casella sbagliata non tornate al punto di partenza, è solo una sosta nel gioco.

E a proposito di gioco lasciamoci incantare dalle splendide filastrocche di Tognolini e per un giorno, per dieci minuti, dimentichiamoci di essere degli adulti spaventati, disarmiamo la paura.






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